PRONOIA

 

Ricorrenze (41) del sostantivo Pronoia nei

frammenti Latini degli SVF

 

To go back to the homepage click here

To go to the page 'Prònoia Marco Aurelio' click here

To go to the page 'Prònoia SVF Gre' click here

To go to the page 'Pronoia Epitteto' click here

 

SVF I, 124
Censorino ‘De die natali’ IV, 10. Zenone di Cizio, il fondatore dello Stoicismo, reputò che uno specifico principio per il genere umano si costituì al momento della formazione del mondo e che i primi uomini furono generati soltanto per mezzo del fuoco divino, cioè della Prònoia divina.

SVF I, 172
Cicerone ‘De natura deorum’ II, 58. Ecco dunque com’è ‘la mente del mondo’, e per tale motivo essa può rettamente chiamarsi saggezza o Prònoia (quella <che noi chiamiamo ‘Provvidenza’>, i Greci la  chiamano Πρόνοια) la quale specialmente provvede e si occupa al massimo: in primo luogo di far sì che il mondo abbia in sé le condizioni di una stabile esistenza; in secondo luogo, che non manchi di nulla.

SVF I, 509
Filone Alessandrino ‘De providentia’ II, 48 (p. 79 Aucher). Ebbene, cos’abbiamo da stupirci se da una materia ingenerata una certa sua parte si rigenera o si corrompe, talora per effetto della Prònoia divina, talaltra per ossequio all’ordine delle cose? […] Ma ciò non impedisce in alcun modo che esista una Prònoia, anche se si suppone che il mondo, insieme con la materia, sia ingenerato. […] In che modo? Perché caratteristico della Prònoia è […] anche di conservare e di tenere in ordine quello che è stato fatto.

SVF I, 532
Minucio Felice ‘Octavius’ c. 19, 10. Teofrasto, Zenone, Crisippo e Cleante danno una molteplicità di definizioni di dio, però tutti si rifanno all’unico principio della Prònoia. Cleante, infatti, talora parla di dio come intelletto, talora come animo, oppure etere, oppure, e questa è la definizione più frequente, come ragione.

SVF I, 548
Filone Alessandrino ‘De providentia’ II, 74 (p. 94 Aucher). La moltitudine dei pianeti serve all’universo; seppure è vero che sono solo gli uomini che dispongono di tempo libero a poter enumerare l’utilità di ciascuno di essi. Queste utilità ci sono note non soltanto grazie alla ragione ma anche grazie ai sensi perché, come dicono Crisippo e Cleante, la Prònoia nulla trascurò di quanto pertiene alla più certa ed opportuna distribuzione delle utilità. Perché se fosse stato meglio distribuire diversamente le cose del mondo, la Prònoia avrebbe composto il mondo a quel modo per cui nulla fosse da impedimento a dio.

SVF I, 551
Calcidio ‘In Timaeum’ cp. 144. Da ciò deriva che quanto avviene secondo il fato, avviene anche secondo Prònoia; e parimenti ciò che avviene per Prònoia accade anche secondo il fato, così almeno pensa Crisippo. Per altri, invece, è vero che quanto avviene per decreto della Prònoia avviene fatalmente, ma non è vero che quanto avviene fatalmente derivi dalla Prònoia. Quest’ultima è la posizione di Cleante.

SVF II, 321                                                             
Calcidio ‘In Timaeum’ cp. 280. Quanti dichiararono che l’ordinamento della materia primordiale è opera delle Prònoia, ritengono che tale ordinamento si estenda ininterrottamente dal principio alla fine del mondo; ma non tutti la pensano allo stesso modo.

SVF II, 588
Lattanzio ‘Divinae institutiones’ II, 10. E se per caso quel diluvio <universale> ci fu, poteva certo accadere che morisse anche <Deucalione> quell’unico superstite. Se invece quel diluvio avvenne per volere della divina Prònoia, cosa che non si può negare, al fine di rinnovare gli uomini, appare evidente che la vita e la morte del genere umano sono in potere di Dio.

SVF II, 623
Lattanzio ‘Divinae institutiones’ VII, 23. Crisippo, che Cicerone dice sorreggere il portico degli Stoici, nei libri che scrisse sulla Prònoia, quando tratta della rigenerazione del mondo lo argomenta ancora meglio dicendo: “Stando così le cose è manifesto che ciò è possibile, e che dopo la morte, trascorso un certo periodo di tempo, noi saremo nuovamente ricostituiti nelle fattezze che ora abbiamo’.

SVF II, 933
Calcidio ‘In Timaeum’ cp. 144. Non pochi reputano presumibile una differenza tra Prònoia e fato, anche se di fatto essi sono la stessa cosa. La Prònoia sarebbe la volontà di Dio, e la volontà di dio sarebbe la serie delle cause. Ora, in quanto volontà è Prònoia, e in quanto serie delle cause prende il nome di fato. Da ciò deriva che quanto avviene secondo il fato, avviene anche secondo Prònoia; e parimenti ciò che avviene per Prònoia accade anche secondo il fato, così almeno pensa Crisippo. Per altri, invece, è vero che quanto avviene per decreto della Prònoia avviene fatalmente, ma non è vero che quanto avviene fatalmente derivi dalla Prònoia. Quest’ultima è la posizione di Cleante.

SVF II, 1107
Cicerone ‘De natura deorum’ III, 92. Proprio voi <Stoici> solete dire che nulla v’è che dio non possa effettuare, e pure senza alcuna fatica. […] Voi sostenete anche che foggiatrice e regolatrice di questo materiale universale è la Prònoia divina.

SVF II, 1112
Filone Alessandrino ‘De providentia’ I, 29 (p. 14 Aucher). Senza dubbio non in altro modo sono da intendersi quei moti <naturali> che la Prònoia ha diffuso su tutta la terra, sicché noi vediamo con ogni evidenza che tutto si compie secondo la sconosciuta volontà della Prònoia. Anche se talvolta accade che questi eventi appaiano verificarsi senza originare da alcun animo o volontà, in realtà essi, e le stesse loro minutissime parti, avvengono per decisione ed ispirazione della Prònoia.

SVF II, 1113
Filone Alessandrino ‘De providentia’ I, 32 (p. 15 Aucher). È insensato stimare […] che siano intelligenti e provvide le parti dell’universo, e che invece quella Prònoia che inerisce all’universo fin dal suo inizio se ne stia oziosamente disinteressata fra gli esseri creati, mentre il tutto rappresenta un’unica generale e armoniosa composizione. Se due realtà sono in relazione reciproca, esse non spartiscono un atto senza il moto di entrambe. Pertanto le parti, intelligenti come sono, attraverso la perfezione degli atti che sorgono dal loro armonioso accordo, offrono la prova evidente che una Prònoia universale muove invisibilmente ogni cosa.

SVF II, 1114
Filone Alessandrino ‘De providentia’ I, 40 (p. 19 Aucher). Se non esiste Prònoia né un motore universale, certo nulla potrebbe muoversi nel mondo. Se l’armoniosa composizione del mondo intero fosse priva di anima, chi può sostenere che in una creatura perfettamente naturale possano darsi moti dovuti ad un’anima?

SVF II, 1127
Cicerone ‘De natura deorum’ II, 78. Siccome in noi ci sono saggezza, ragione e prudenza, è necessario che gli dei le possiedano in maggior grado; e non soltanto che le abbiano ma anche le usino per cose di sommo valore; ma siccome nulla c’è di più grande e migliore del cosmo; è dunque necessario che esso sia governato dalla sapienza e Prònoia divina.

SVF II, 1143
Filone Alessandrino ‘De providentia’ II, 62 (p. 87 Aucher). La figura del mondo, come il mondo stesso, […] fu fatto dalla Prònoia a forma di sfera: in primo luogo perché questa è la più mobile e veloce di tutte le figure geometriche e poi perché è la più necessaria, dato che tutte le sue parti tendono verso il centro per evitare che, rallentando accidentalmente, il mondo precipiti a ritroso nell’immenso vuoto.

SVF II, 1144
Filone Alessandrino ‘De providentia’ II, 64 (p. 89 Aucher). La terra occupò il punto medio, in primo luogo perché, pur spostata alquanto, non fosse sloggiata dal centro; e infatti il suo fortissimo impulso all’immobilità tende a mantenerla proprio qui. In secondo luogo per poter essere torno torno abitata. Infatti, poiché essa sta saldamente ferma, tutte le cose sulla sua superficie vi stanno stabilmente, essendo anch’esse attratte verso il centro. Il che prova che la sua forma sferica è opera della Prònoia, giacché nessun'altra figura permette la citata circumabitazione della terra, come risulta a chi consideri filosoficamente figure geometriche e superfici abitabili.

SVF II, 1150
Filone Alessandrino ‘De providentia’ II, 74 (p. 94 Aucher). Non solo il ragionamento ma anche il buonsenso fa noto che la Prònoia muove il mondo e che essa, come dicono Crisippo e Cleante, nulla ha tralasciato per la sua più sicura ed utile gestione.

SVF II, 1167
Lattanzio ‘Divinae institutiones’ II, 10. Anche Ermete <Trismegisto> tentò di spiegare per quale sottile ragione Dio abbia modellato ogni singolo membro del corpo umano, giacché non ve n’è alcuno che non valga altrettanto in termini di necessità e quanto a bellezza. Quando discorrono di Prònoia, anche gli Stoici si sforzano di fare lo stesso, attribuendo l’architettura degli esseri animati alla divina solerzia, e Cicerone in più luoghi li segue.

SVF II, 1169
Aulo Gellio ‘Noctes atticae’ VII, 1. Coloro cui pare che il mondo non sia stato creato per dio e per gli uomini e che la Prònoia non governi le cose umane, reputano di accampare un argomento di peso quando dicono: “Se esistesse la Prònoia, non ci sarebbero i mali”. Essi infatti sostengono che nulla sia meno consentaneo alla Prònoia della gran massa di tribolazioni e di mali presenti in un mondo che si dice fatto per l’uomo. È contro di loro che Crisippo si schiera, nel quarto libro ‘Sulla Prònoia’ quando sostiene: “Certo nessuno è più insulso di chi opina che possano esistere i beni senza che ci siano contemporaneamente i mali”.

SVF II, 1170
Aulo Gellio ‘Noctes atticae’ VII, 1, 7. Sempre Crisippo, nel medesimo libro, prende in considerazione e reputa degno di chiedersi se le malattie degli uomini siano conformi a natura, cioè se la natura stessa delle cose o la Prònoia che ha compaginato questo mondo e creato il genere umano, abbia creato anche le malattie, le infermità e i malanni del corpo che gli uomini patiscono. La sua opinione è che non fosse certo intenzione principale della natura quella di fare uomini soggetti alle malattie, giacché ciò non s’addice affatto all’autrice e genitrice di tutte le cose buone.

SVF II, 1195
Quintiliano ‘Institutio oratoria’ V, 7, 35. Se poi qualcuno vuole aggiungere anche quelli che si chiamano segni divini, tratti da responsi, oracoli e vaticini, allora sappia che la loro trattazione è duplice. La prima è di ordine generale e in essa continua lo scontro infinito fra Stoici ed Epicurei sulla questione se il mondo sia o no retto dalla Prònoia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Copyright (c) 2006 My Education Website. All rights reserved.