TACCUINO DI AUTOVALUTAZIONE STOICO

 

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IL TACCUINO DI AUTOVALUTAZIONE DELLO STOICO

- CINQUE DOMANDE DI BASE

1) Hai mai sentito parlare della ‘proairesi’? Sai che sei uomo grazie al tuo naturale possesso della ‘proairesi’?
2) Hai mai sentito parlare della ‘Natura delle cose’? Sai che la ‘Natura delle cose’ definisce la struttura dell’Universo cui tutti noi apparteniamo?
3) Hai mai sentito parlare della ‘diairesi’? Sai che la ‘diairesi’ è essenziale e determinante per la tua felicità?
4) Hai mai sentito parlare della ‘controdiairesi’? Sai che è la ‘controdiairesi’ ad essere determinante per la tua infelicità?
5) Hai mai sentito parlare della ‘antidiairesi’? Sai che l’‘antidiairesi’ -comunemente chiamata ‘ragione’- è del tutto irrilevante per la tua felicità o infelicità?

- RISPOSTE ALLE CINQUE DOMANDE DI BASE

Epitteto ‘Diatribe’ II,19,20-28. Osservate dunque quali fossero in passato i vostri comportamenti abituali e troverete a quale scuola filosofica appartenete. Troverete che la maggior parte di voi è Epicurea e che pochi tra di voi sono Peripatetici, per di più, fiacchi. Quando mai voi concepite che la virtù è davvero pari o anche migliore, di fatto, di tutto il resto? Mostratemi uno Stoico, se tra di voi ce n’è uno. Dove o come? Però siete in tanti a saper ripetere le argomentazioni logiche degli Stoici. Ma proprio costoro ripetono forse peggio quelle degli Epicurei? E quelle dei Peripatetici non le enunciano forse altrettanto bene? Chi dunque è Stoico? Come diciamo Fidiaca la statua che è stata modellata secondo l'arte di Fidia, così mostratemi qualcuno che si sia modellato secondo i giudizi stoici che enuncia. Mostratemi qualcuno che è ammalato e si giudica fortunato, che corre pericoli e si giudica fortunato, che muore e si giudica fortunato, che si trova in esilio e si giudica fortunato, che ha discredito e si giudica fortunato. Mostratemelo: io smanio, per gli dei, di vedere uno Stoico. Non siete in grado di mostrarmi un uomo modellato così? Mostratemene almeno uno che così si stia modellando, uno inclinato a ciò. Siate miei benefattori: non negate a me, ad un uomo ormai anziano, la gioia di vedere uno spettacolo che finora non ho visto. Pensate che io vi chieda di mostrarmi lo Zeus di Fidia o la sua Atena, una struttura d'avorio ed oro? No. Mostri dunque  qualcuno di voi l’animo di un uomo disposto a cointelligere con Zeus, capace di non biasimare più né dio né uomo, abile a non fallire in ciò che desidera, a non incappare in ciò che avversa, a non adirarsi, a non invidiare, a non essere geloso (ma perché usare perifrasi?); insomma mostratemi un uomo che smania di diventare dio e che in questo corpo cadaverico si consiglia sulla società che ha con Zeus. Mostratemi un uomo simile. Ma fra di voi un uomo simile non c’è. Perché dunque vi burlate di voi stessi e truffate gli altri? E cinti di un abito altrui passeggiate da ladri e rubavestiti di questi nomi e di faccende che non vi convengono?

DISCIPLINA DELLA PROAIRESI

PRIMO ESERCIZIO: LA DIAIRESI PROAIRETICO/APROAIRETICO

-L’ANTEFATTO

Sappi dunque che tu sei la tua proairesi: questa è la natura delle cose. Non sarai mai tu a doverne andare in cerca, perché sarà sempre lei a venirti incontro. Tu dovrai soltanto riconoscerla e giudicare se mantenerti in accordo con la natura delle cose, serbando la tua proairesi quale essa è per natura: libera, infinita, inasservibile a qualunque altra istanza interiore e insubordinabile a qualunque altra istanza esteriore; oppure se tentare di violare la natura delle cose, rendendo la tua proairesi schiava, finita, serva e subordinata ad errate istanze interiori od esteriori. Ciò vale per te come per qualunque altro uomo di qualunque lingua o cultura.
E poiché ogni uomo è la sua propria proairesi, l’uomo si comporta sempre nel modo che gli pare procurargli un vantaggio, una utilità, un bene. Ciò fa sì che l’individuo disponga sempre e soltanto ciò che gli appare un bene; che qualora disponga il male, lo fa soltanto perché a lui appare in forma di bene; che, poiché bene e male sono ‘giudizi’ della proairesi, esista la possibilità di correggere chi sbaglia; e, infine, che la comprensione di ciò che è bene per la proairesi comporti di necessità la sua disposizione.

-IL FATTO

Poiché è empiricamente vero che tu, come qualunque altro uomo, giudichi bello, felice, buono l’ottenere ciò che desideri, e giudichi invece brutto, infelice e cattivo l’incappare in ciò che avversi, la tua ‘felicità’ e la tua ‘infelicità sono indissolubilmente dipendenti dall’atteggiamento diairetico o controdiairetico della tua proairesi.
Ciò significa che tu sarai felice soltanto se la tua proairesi rispetta la propria natura riconoscendo la natura della cose, e quindi agisce quotidianamente su ciò che è proairetico guidata dal giudizio che l’esito dell’operazione è in suo esclusivo potere ed ottiene così ciò che desidera; e su ciò che è aproairetico guidata dal giudizio che l’esito dell’operazione è invece non in suo esclusivo potere, e dunque con la dovuta riserva, e così non incappa in ciò che avversa.
Tu sarai invece inevitabilmente infelice se la tua proairesi non rispetta la propria natura e cerca di violare la natura delle cose, agendo su ciò che è proairetico come se questo fosse non in suo esclusivo potere; e su ciò che è aproairetico come se ciò fosse invece in suo esclusivo potere.

-ALLA PROVA DEI FATTI

La natura delle cose è semplice. Sappi dunque che alla prova dei fatti -il che significa in situazioni ogni volta diverse- la natura delle cose ti porrà sempre quest’unica domanda: “Qui e adesso, sei in grado di distinguere ciò che è ‘proairetico’ da ciò che è ‘aproairetico’ e quindi di giudicare quale sia il comportamento in armonia con la natura delle cose?” A questa domanda tu potrai dare la risposta corretta oppure quella scorretta, ma non potrai mai evitare di rispondere giacché l’apparente non risposta equivale alla risposta scorretta.
Da oggi in poi la tua giornata sarà dunque scandita dalle risposte che darai a questa domanda. Annoterai le tue risposte su un taccuino, dando loro come etichetta un luogo, una data e un’ora.
È soltanto sulla base di questi dati che potrai continuare il percorso che conduce dall’infelicità alla felicità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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