SENECA

 

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Un breve accenno alla vita di Seneca

L. Anneo Seneca nacque a Cordova, in Spagna, nell’anno 5 (o forse 4) a. C. in una nobile, ricca e influente famiglia, e morì suicida a Roma nel 65 d. C. Le vicende legate alla sua salute, alla sua educazione, alla sua carriera professionale e politica, alla sua sterminata produzione letteraria e infine alla sua morte sono troppo note perché io qui perda tempo a ripeterle. Si tratterebbe infatti di un lavoro inutile per chi non è interessato ad esse, e del tutto superfluo per chi le conosce già.

Seneca ovvero della disonestà intellettuale

Per quel che vale, voglio però spendere due parole su Seneca filosofo. Seneca è, ai miei occhi, uno dei più preclari esempi del tentativo di negare l’esistenza della natura delle cose, ossia di ‘disonestà intellettuale’. Egli è dunque un accortissimo filosofo, poiché tutti gli uomini sono filosofi, ma di certo non è un filosofo Stoico. Da finanziere praticante e ricchissimo di denaro qual era, egli predica l’indifferenza alla ricchezza di denaro; da individuo terrorizzato dalle malattie di cui soffriva e dalla morte, egli predica l’indifferenza alla malattia e alla morte. Quando poi gli capita di mettere insieme due parole profondamente filosofiche come ‘rerum natura’ (natura delle cose) egli subito si perde e si gingilla moralisticamente con dei ferrivecchi quali i concetti di ‘vivere secondo natura’ e ‘vivere contro natura’, come se fosse davvero possibile per qualunque essere naturale, uomo compreso, vivere contro natura. Eccolo qui:

‘Nempe propositum nostrum est secundum naturam vivere; hoc contra naturam est, torquere corpus suum et faciles odisse munditias et squalorem adpetere et cibis non tantum vilibus uti sed taetris et horridis’.
Seneca ‘Ad Lucilium epistulae morales’ V,4.

‘Certo il nostro proposito è vivere secondo natura: ma è contro natura tormentare il proprio corpo, trascurare una normale igiene, ricercare il sudiciume e nutrirsi di cibi non solo poveri, ma addirittura disgustosi e sgradevoli’.  (Traduzione mia)

Il mio modesto contributo è stato dunque, in questo caso, quello di raccogliere le citazioni che nell’opera di Seneca hanno un riferimento diretto agli Stoici e allo Stoicismo; e di presentarle in un modo semplicemente più leggibile, visto che esse si trovano comunque tutte sparse qua e là nella mia traduzione integrale di tutti i frammenti latini degli ‘Stoicorum Veterum Fragmenta’.

 

 

 

 

 

 

 

 
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