PLOTINO

 

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Un breve accenno alla vita di Plotino

Plotino, Romano per discendenza familiare ma certamente Greco per educazione e per frequentazioni, era nato verosimilmente a Licopoli, nel Medio Egitto, nel 204 o 205 d.C. Ammalato per tutta la vita di celiachia, come racconta il suo discepolo e biografo Porfirio, egli fu sempre assai riservato circa la sua vita privata. Sappiamo comunque che, ventisettenne, giunse ad Alessandria d’Egitto per studiare filosofia. L’unico maestro che qui Plotino trovò di suo gradimento fu Ammonio Sacca, e ne frequentò la scuola per undici anni, fino al 243 d.C., quando si aggregò ad una spedizione militare dell’imperatore Gordiano III contro i Persiani. Meno di un anno dopo Gordiano però morì mentre si trovava in Mesopotamia, e fu soltanto con una certa difficoltà che Plotino riuscì a raggiungere Antiochia di Siria e di qui finalmente Roma, dove cominciò a insegnare filosofia all’età di quarant’anni. Dieci anni dopo, nel 254 d.C. circa, egli iniziò a conservare degli appunti per le sue lezioni in forma scritta. Questi testi furono poi raccolti ed ordinati da Porfirio in 6 libri contenenti 9 trattatelli ciascuno, ossia in quelli che sono oggi chiamati ‘Enneadi’. Plotino fu un maestro rispettato da molti membri dell’aristocrazia Romana e fu anche amico personale dell’imperatore Gallieno. Non avendo figli, dedicò parte della sua vita alla cura degli orfani, dei quali erano stato nominato protettore. Morì solo, abbandonato da tutti e con l’unica compagnia del suo medico Eustochio, probabilmente a Minturno, in Campania, nel 270 d.C.

Plotino ovvero tutto ciò che è aproairetico visto come negatività e male

La filosofia di Plotino può essere riassunta in queste tre petizioni di principio, che Plotino ritiene essere realtà sostanziali e che chiama ‘ipostasi’.
- La prima ipostasi è l’Uno. L’Uno è al di là dell’essere, al di là della sostanza, al di là della mente, al di là della molteplicità, ed è trascendente rispetto a tutte le cose, inafferrabile ed inesprimibile pur producendole e tenendole in essere.
- La seconda ipostasi, che è una emanazione dell’Uno, è l’Intelletto. L’Uno, pensando se stesso, dà origine all’Intelletto, che altro non è che l’immagine dell’Uno.
- La terza ipostasi, che è una emanazione dell’Intelletto, è l’Anima del mondo. L’Intelletto, pensando se stesso, dà origine all’Anima, che altro non è che l’immagine dell’Intelletto.
Uno, Intelletto ed Anima costituiscono il mondo intellegibile, mentre ogni molteplicità, imperfezione e male sono proprietà di quel principio che Plotino concepisce in modo puramente negativo, come totale assenza di realtà e di bene e che chiama Materia. La Materia è all’estremo inferiore della scala alla cui sommità c’è l’Uno. Essa è l’oscurità, il non-essere, il male che cominciano là dove si spegne la luce emanata dall’Uno.

 

 

 

 

 

 

 

 
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