THE USELESS PAPERS

VIVA L'ITALIA

Per tornare alla home page clicca qui

Per tornare alla pagina-Indice degli 'Useless papers' clicca qui

 

Giovedì 7 Settembre 1944.

"La Stampa" di Venerdì 8 Settembre 1944 è composta di un solo foglio e costa 50 centesimi. In prima pagina, l'articolo di fondo è intitolato "La data della vergogna". Accanto al testo del Bollettino di guerra Germanico, l'articolo di spalla è dedicato ai combattimenti sul confine Ungaro-Rumeno: la contesa cima del Guemesbuk è stata riconquistata dai granatieri del Reich. A centro pagina troneggia la notizia che gli accessi ai passi alpini sono saldamente difesi contro i Franco-Americani. Nel taglio basso si riassume un articolo di Goebbels intitolato: ‘Dinanzi all'ultima prova’.
Il giorno prima, Giovedì 7 Settembre 1944, due giovani operai sui trent’anni hanno inforcato le loro biciclette e hanno preso la strada che da Nichelino si dirige verso Carmagnola. E' mattina. Non fa freddo. Hanno dinanzi a loro, tra andata e ritorno, più di tre ore di pedalata. Poco prima di La Loggia sono superati da un camion militare con il cassone coperto da un telone. All'ingresso di Carignano vedono un uomo uscire dall'Ospedale, salire su una bicicletta e dirigersi verso il centro del paese. I due, invece di proseguire lungo la strada statale, imboccano la deviazione per Villastellone. Sono le nove e trentacinque.
Alle nove e mezza l'Ufficiale Sanitario di Carignano aveva ricevuto in Ospedale una telefonata dal Commissario Prefettizio. Il Comandante tedesco richiede la presenza di un medico all'esecuzione per impiccagione di condannati a morte, all'altezza del casone del latte. L'Ufficiale Sanitario si sta recando sul luogo in bicicletta e trova la strada sbarrata da soldati tedeschi in divisa mimetizzata. Hanno due mitragliatrici a terra. Gli altri sono armati di fucile mitragliatore. Soldati armati sono piazzati lungo la stradale per Saluzzo, verso Carmagnola e la strada di Virle. Mentre si presenta all'ufficiale tedesco, alcuni soldati sono intenti a piazzare le corde che dovranno servire per l'esecuzione. Scherzano e ridono tra loro, fumano. Alle ore dieci viene ordinato di interrompere il transito lungo la strada.
I due giovani operai sono arrivati a Carmagnola e si dirigono rapidamente dove sono attesi. Bussano al portone della cascinetta ed entrano in casa.
Il medico domanda al Comandante tedesco se ha i dati dei condannati, dovendosi fare di ognuno l'atto di morte. La risposta è negativa. Viene allora concordato che prima dell'esecuzione i condannati declineranno le loro generalità.
Sono le dieci e un quarto quando viene condotto avanti, con le mani legate dietro la schiena, scortato di fianco da due soldati e da un terzo alle spalle, il primo condannato. Un tavolino, su cui si trovano deposti alcuni fucili, viene portato accanto alla forca, formata da due pali verticali con legato in alto uno trasversale, dal quale pendono i nodi scorsoi legati in precedenza. Anche il medico, seduto ad un tavolo, ha ai fianchi due soldati, mentre un terzo gli tiene puntato un fucile alla schiena.

Il primo condannato declina le proprie generalità con voce franca, sebbene il suo aspetto denunzi uno stato d'animo poco tranquillo. Poi soggiunge: -Non ho fatto nulla, sono innocente. Non ho ucciso nessuno.- Viene condotto sotto la forca e fatto salire sopra il tavolino con uno sgabello. La testa viene passata attraverso il nodo scorsoio mentre un soldato gli lega i piedi con una corda. Al comando dell'Ufficiale tedesco un soldato lo tira verso di sé per la corda che gli lega i piedi mentre altri due tolgono rapidamente lo sgabello e il tavolino. L'esecuzione è avvenuta.
I due operai ed un loro cognato stanno scendendo in cantina per prendere due sacchi. E' buio, e inciampano avanzando tastoni.
Viene fatto avanzare il secondo condannato. Cammina franco, con la testa eretta. Sorridendo si avvicina al tavolo e declina le sue generalità con voce forte e tranquilla. Viene condotto al patibolo e prima che l'Ufficiale tedesco dia l'ordine dell'esecuzione grida con voce tonante: -Viva l'Italia-. Sono le dieci e venticinque. L'Ufficiale tedesco commenta: -Questo essere uomo!-
Viene condotto il terzo. Cammina a passi svelti, con andatura militare. Prima di morire grida: -Viva l'Italia-.
Viene condotto il quarto. E' tranquillo. Sul patibolo grida: -Viva l'Italia-.
Devono essere in fabbrica per il turno del pomeriggio. Ma hanno il tempo di fumare una sigaretta e mangiare una fetta di polenta fredda.
Ed ecco il quinto. L'andatura ed il viso tradiscono uno stato di eccitazione nervosa. Dopo aver declinato le sue generalità chiede una sigaretta e un soldato tedesco gliene mette subito una in bocca e gliela accende. Tutti gli altri che avevano tirato fuori il loro pacchetto per accontentarlo, lo rimettono in tasca. Al Comandante tedesco chiede di avere un Bitter. Il tedesco risponde: -Mi spiace non avere Bitter per potervi accontentare-. Quando è sul patibolo grida: -Viva l'Italia e viva la Germania libera-. L'Ufficiale gli chiede: -Perché viva la Germania libera?- Sì, viva la Germania libera... Non può proseguire perché gli è stato tolto il sostegno di sotto i piedi. La sigaretta gli cade dalle labbra.
Giunge il sesto e chiede se può inviare saluti alla famiglia e alla fidanzata. -Sì, mandare a dire alla famiglia quanto ha detto il condannato senza mettere né dove, né come, né quando- risponde l'Ufficiale tedesco. Viene portato sul patibolo e là dice: -Dio mi perdoni i miei peccati. Perdoni anche a loro quello che stanno facendo. Viva l'Italia-.
Il settimo, sul patibolo dice: -Iddio perdoni i miei peccati. Domani ricorre il nome di Maria. La Madonna mi aiuti ad entrare in Paradiso. Viva l'Italia-.
Sistemati i due sacchi sui manubri delle biciclette, prendono la strada del ritorno e si avviano verso Carignano.
L'ottavo si rivolge al medico dicendogli: -Mandi a dire alla mia famiglia che non ho pianto. Stiano tranquilli. Iddio provvederà a loro. Saluti alla fidanzata. Saluti alla famiglia- Sale sul patibolo e dice: -Viva l'Italia-. Sono le undici e trentacinque.
I cadaveri dovranno rimanere appesi sino alle otto di sera e nessuno potrà toccarli, salvo il medico. L'Ufficiale Sanitario ne approfitta per aggiustare gli abiti e per abbottonare le giacche slacciate. Con un ago riesce a chiudere la giubba di uno che è senza bottoni. Il Comandante tedesco quindi esclama: -Brutto ordine, brutto comando. Cosa più brutta da dover fare-. Si siede sopra un paracarro e aggiunge: -Pensare che un anno fa erano nostri camerati-.

Oltrepassato il ponte sul Po, cominciano a intravedere in lontananza le prime case. Subito prima di Carignano c'è una stazioncina tramviaria e di fronte ad essa un'osteria. La strada fa quindi una ampia curva verso destra ed è fiancheggiata da una profonda scarpata. Arrivati a metà della curva i due scorgono improvvisamente i cadaveri penzolanti. Intorno non c'è anima viva. Si buttano allora con le biciclette giù della scarpata ed attraverso la campagna riescono piano piano ad oltrepassare il casone del latte e poi l'abitato. A casa li aspettano le mogli, un bambino di un anno e mezzo ed un ragazzino di otto anni. Le patate sono diventate introvabili, come la legna da ardere per quest'inverno.
La Cronaca cittadina è sul verso. Vi si può leggere che l'erogazione del gas è stata ridotta a due ore e mezza. I francobolli, a causa della rarefazione degli spiccioli, sono diventati moneta corrente. Il prezzo del formaggio raspa. Tre vetrine svaligiate. Allo Stato Civile risultano nati 18, morti 16, matrimoni 1. Oggi alla radio, alle ore 13,35 sono in programma pagine di R. Wagner. I corsi di Borsa dicono che il prezzo di una azione delle Assicurazioni Generali è di 10500 lire, una azione Fiat costa 2300 lire, una Stet 3150. I cambi sono i seguenti: Svizzera 441, Germania 1000, Giappone 588,10. Sugli schermi cinematografici si proietta "Illusione" di H. Zerlett.

Torino, 14 marzo 1997


 

 

 

 

 
Copyright (c) 2006 My Education Website. All rights reserved.